8 giugno 2016 - Palermo
Arriviamo a Palermo alle 8 circa e preso possesso delle camere ci mettiamo subito alla scoperta della città. Il nostro hotel si trova in una posizione ideale, in pieno centro storico, a due passi da via Maqueda.
 |
il centro storico di Palermo |
 |
via Maqueda |
 |
piazza Ruggero settimo ed il politeama Garibaldi |
 |
teatro Massimo |
 |
via Maqueda - i quattro canti |
 |
fontana Pretoria (chiamata anche "della vergogna") |
 |
Piazza Bellini - chiesa di S. Maria dell'Ammiraglio (Martorana) e chiesa di San Cataldo (in primo piano) |
 |
interno della chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio |

l
 |
chiesa di San Cataldo |
 |
le volte e la piccola cupola centrale |
 |
la Cattedrale di Palermo |
9 giugno 2016
Percorriamo una lunga e stretta stradina, qui si svolge uno dei più antichi mercati: la Vucciria. Vi si trova di tutto ed è sempre molto animato. Lo percorriamo in tutta la sua lunghezza fino a giungere in piazza S. Domenico ove si trova l'omonima chiesa.
 |
piazza San Domenico |
 |
chiesa di San Domenico |
Ritorniamo su via Maqueda fino a raggiungere i "quattro canti" quindi ci addentriamo all'interno alla ricerca di "Ballaro". Ben presto udiamo i richiami dei venditori e un gran movimento di persone ci avvolge: siamo giunti al mercato più importante di Palermo.
Lasciamo i profumi e la frenesia di "Ballarò" per recarci a Monreale, cittadina di circa 40000 abitanti a pochi chilometri dal centro di Palermo. Il bus ci lascia poco distante dal
Duomo.
 |
gli splendidi mosaici che decorano l'interno |
 |
il chiostro |
10 giugno 2016
Ancora una volta siamo ai "quattro canti", il centro geografico della parte storica della città. Svoltiamo per via Vittorio Emanuele fino a raggiungere la porta nuova, qui troviamo il palazzo reale ora sede del parlamento regionale.
 |
porta nuova |
Entriamo in un ampio cortile colonnato. al secondo piano troviamo la sala d'ercole ove si riunisco i parlamentari. purtroppo non tutto il palazzo è visitabile per cui entriamo nella Cappella Palatina. La chiesa è dedicata a San Pietro Apostolo e fu voluta da Ruggero II che ne ordinò la sua costruzione nel 1130. Qui troviamo una sintesi dell'architettura araba, normanna e latina. la chiesa presenta tre navate suddivise da esili colonne a sorreggere degli archi splendidamente decorati con mosaici bizantini mentre il soffitto si rifà all'architettura araba ed è a muqarnas ( a nido d'ape).
A nord del centro storico troviamo una interessante struttura: il palazzo della
Zisa così chiamato dall'arabo "al-Aziza" (la splendida). La sua costruzione ebbe inizio nel 1165; concepito come dimora estiva subì nel tempo varie modifiche e ampliamenti. Oggi quello che possiamo ammirare è il risultato di un appassionato restauro condotto dal prof. Giuseppe Caronia e terminato nel 1991.
 |
la sala principale con la fontana e "muqarnas" |
 |
volte a muqarnas |
 |
il giardino della Zisa |
Lasciamo il castello della Zisa. Nel pomeriggio non possiamo non recarci a Mondello, la splendida spiaggia di Palermo.
 |
la spiaggia con lo storico stabilimento balneare in stile art nouveau |
 |
il piccolo borgo di Mondello |
11 giugno - da Palermo a Trapani
Oggi giornata di trasferimento con tappa a Segesta e Erice. Raggiunta
Calatafimi proseguiamo subito per il sito archeologico di
Segesta, una delle principali città degli Elimi, un popolo che, secondo la tradizione, proveniva da Troia.
 |
Agorà |
 |
uno degli accessi al teatro |
 |
dall'alto della cavea lo sguardo si estende sulla campagna e il mare |
 |
il tempio di Segesta |
 |
il colonnato esterno del tempio con capitelli dorici |
Raggiungiamo Erice, splendido borgo medioevale posto a 750 metri di altezza da cui si può godere di un panorama che si estende da Trapani alle Egadi.
 |
il Duomo |
 |
un pessimo esempio di integrazione con le necessità moderne |
 |
Trapani |
12 giugno - da Trapani ad Agrigento
Proseguiamo il nostro viaggio lungo la costa, da Trapani verso Marsala. Costeggiamo la laguna dello Stagnone, oggi riserva naturale e punteggiata da vecchi mulini a vento. Siamo nel bel mezzo delle saline. Raggiungiamo l'imbarcadero posto di fronte all'isola di
Mozia(1) (2).
 |
l'odierno attracco |
 |
saline |
Colonia fenicia, la città di Mozia fu fondata alla fine del VIII sec. a. C. essa era originariamente collegata alla terraferma tramite una strada posta in prossimità della porta Nord e oggi sommersa anche se perfettamente visibile. Dopo varie vicissitudini la città fu distrutta da Dionisio di Siracusa nel 397 a.C. I primi scavi si devono far risalire a Giuseppe Whitaker, inglese trapiantato in Sicilia, che nei primi anni del secolo XX acquistò l'isola raccogliendo i più significativi reperti venuti alla luce nel museo che porta il suo nome.
 |
il molo nuovo e la casa museo di Whitaker |
 |
Aurigia di Mozia |
 |
casa del cesello domestico |
 |
i resti della casa dei mosaici |
Lasciamo Mozia e le saline. Siamo in vista di un altro importante sito:
Selinunte, una delle aree archeologiche più vaste d'Europa. La città fu fondata nella seconda metà del VIII sec.a.C. Sempre in lotta con Segesta fu da questa conquistata nel 409 a. C. Passata ai Cartaginesi fu da questi rasa al suola per evitare che divenisse romana. Oggi è possibile individuare quattro zone diverse: L'acropoli sud che si sviluppa a strapiombo sul mare, la collina di minuzza ove si sviluppa l'abitato, la collina orientale (la prima area che si incontra entrando nel sito) e il santuario della dea malophos ad ovest.
 |
tempio E |
 |
dall'alto in basso il tempio E, tempio F e tempio G |
Le dimensioni dei capitelli danno un'idea della grandiosità di questo tempio.
Lasciamo Selinunte e proseguiamo verso Agrigento ma prima di raggiungerla facciamo una breve deviazione per Eraclea.
Non è rimasto molto di questa città anche perchè il materiale con cui è stata costruita non ha offerto molta resistenza all'azione del tempo. Quel che rimane del teatro è oggi protetto da una copertura che purtroppo ne rende difficoltosa la lettura. Altri resti minori sono anch'essi protetti.
 |
il teatro |
 |
particolare delle gradinate |
13 giugno - Agrigento
Iniziamo la nostra visita della
valle dei templi di Agrigento entrando dall'ingresso Est nei pressi del tempio di Giunone.
 |
planimetria valle dei templi |
 |
ulivo del tempio di Giunone - età approssimata: 500 anni |
 |
il tempio di Giunone |
 |
tempio di Giunone |
Lungo la passeggiata archeologica troviamo i resti di una necropoli e alcune statue in marmo.
 |
tempio della Concordia |
 |
Icaro caduto - bronzo di Igor Mitoray |
 |
tempio della Concordia |
 |
tempio della Concordia |
Ed ecco il tempio di Ercole, oggi rimane ben poco di questo tempio. E' il più antico dei templi qui presente (fine del VI sec.a.C.). L'edificio, in stile dorico, poggia su di un basamento e presentava sei colonne sui lati corti e 15 su quelli lunghi. L'interno era suddiviso in tre parti con quella centrale (cella) preceduta da un ingresso oltre ad un vano posteriore.
 |
tempio di Ercole |
Ed eccoci al
tempio di Zeus o meglio a quel poco che rimane di esso. Fu costruito dopo la vittoria sui cartaginesi nel 480 a.C. il tempio sorgeva su di un imponente basamento con cinque gradini e misurava 113,45x56,30 metri. Il tempio era realizzato con un muro di recinzione scandito da semicolonne e fra essi, sul muro, si trovavano i Talamoni, figure maschili simbolo dei cartaginesi sconfitti.
 |
l'area del tempio di Giove |
 |
il grosso basamento del tempio di Giove e alcuni resti |
 |
un Telamone - statue alte circa 7,50 metri a sostegno degli architravi del tempio. |
 |
tempio dei Dioscuri |
Nei pressi della grande area del tempio di Giove troviamo altri resti a testimonianza di un altro edificio a cui è stato posto il nome di tempio dei Dioscuri. oggi troviamo solo la ricomposizione di un angolo colonnato mentre altri frammenti sono sparsi per tutta l'area. Come per il tempio di Giove anche qui l'area è stata utilizzata come cava per la realizzazione del molo di Porto Empedocle
Altra tappa doverosa è il vicino museo. Il Museo si trova in una zona in cui un tempo sorgeva la città antica. Si possono ammirare i resti dell’
ekklesiastèrion, in cui avveniva l’assemblea dei cittadini, il bouleutèrion ( sede del consiglio cittadino), l’
Oratorio di Falaride, antico tempio ellenistico-romano, e la chiesa di San Nicola. L'accesso al museo avviene attraverso il chiostro della chiesa.
 |
la cavea dell'ekklesiastèrion |
 |
chiesa di San Nicola |
 |
chiostro della chiesa di San Nicola |
 |
interno del museo |
All'interno del museo sono raccolti numerosi reperti e la ricomposizione di un talamone con accanto un modello del tempio. In esso la disposizione delle statue danno un'idea della grandiosità di questo tempio.
 |
uno dei Talamoni |
 |
ricostruzione in sughero del tempio di Giove |
14 giugno - Piazza Armerina (la villa del casale)
Facciamo base a Caltagirone. Una breve sosta in hotel e subito via. Alla fine di una lunga strada tortuosa eccoci in una piccola valle: siamo alla
villa romana del casale (1) (2). Ci viene subito da pensare come sia stato possibile costruire una simile meraviglia in mezzo al nulla e così lontano dai sfarzi di Roma. Percorriamo il piccolo vialetto che dall'ingresso al sito porta alla villa. Già dall'esterno ci appare maestosa.
 |
mappa tratta da http://www.villaromanadelcasale.it |
 |
elaborazione foto da Google earth |
Attraversando un ingresso monumentale, di cui rimane qualche colonna e dei resti murari, si giunge ad una corte porticata che introduce alla villa, da qui infatti si può accedere attraverso due spogliatoi alla palestra e quindi al complesso frigidarium e tiepidarium. Dal cortile si accede anche ad un vestibolo che ci introduce al peristilio quadrangolare il vero fulcro della villa attorno al quale si sviluppano i vari ambienti.
 |
11- ingresso al vestibolo dalla corte |
 |
18, 19 - il vestibolo che introduce al peristilio quadrangolare |
 |
un frammento del pavimento del vestibolo |
All'esterno, in prossimità del portico sono posti un magazzino e una grande latrina porticata a cui si accede da un'anticamera. Questo luogo era riservato alla servitù e ai frequentatori delle terme non ammessi alla villa.
 |
14 - latrina porticata |
Dalla corte, attraverso una stanza di passaggio, si accede alla palestra la cui forma ricorda quella del circo massimo e infatti il pavimento è decorato con mosaici che rappresentano una corsa di quadrighe. da questo vano si passa al frigidarium, un locale di forma ottagonale intorno al quale si aprono dei piccoli vani con probabile funzione di spogliatoi a servizio di due piccole piscine.
 |
3 - palestra |
 |
3 - particolare del mosaico |
 |
4 - il frigidarium |
 |
5 - il locale massaggi |
Oltre la stanza dei massaggi troviamo il tepidarium, l'ultimo locale delle terme, con annesso due piccoli vani con vasche per i bagni caldi (calidario) e un laconico per i bagni di vapore.
 |
6 - frammenti del pavimento sollevato del tepidarium |
 |
7,8 e 9 - i due caldari e il laconico |
 |
E,D,C i preforni per il riscaldamento |
Ed eccoci al peristilio rettangolare. Una grande vasca domina questo vano porticato. Anche il pavimento dei corridoi è interamente mosaicato mentre le pareti sono affrescate.
Sul lato nord del corridoio che fa da corona al peristilio si aprono numerose stanze, alcune private altre adibite a servizio.
 |
30 - pavimento della sala della piccola caccia |
Ad est del peristilio troviamo un lungo e stretto corridoio che ci introduce ad una serie di ambienti. In posizione centrale troviamo la basilica mentre ai lati si sviluppano gli appartamenti privati. Il corridoio è completamente mosaicato e vi sono rappresentate numerose scene di caccia e cattura di animali.
 |
36- corridoio della grande caccia |
 |
36- corridoio della grande caccia |
 |
36- la cattura di animali esotici |
 |
36 - il trasporto degli animali |
In un piccolo vano che trova accesso dal lungo corridoio si trovano splendidi mosaici di fanciulle in attività sportive.
 |
34 - stanza delle palastrite |
 |
34- particolare |
 |
35 - Orfeo che suona la lira |
 |
37 - Ulisse che offre del vino a Polifemo |
 |
39 - un mosaico di una stanza da letto |
Il grande vano centrale chiamata basilica è forse la parte più importante della villa essendo l'ambiente ufficiale della residenza, quello ove si ricevevano le personalità e i visitatori di rango elevato ed è riccamente decorata con marmi pregiati.
 |
58 - basilica |
A sud la villa si conclude con un peristilio ovoidale del quale ben poco rimane e un triclinio con tre absidi riccamente decorati.
Concludiamo così la nostra visita e ritorniamo a Caltagirone città famosa per le sue ceramiche e la lunga scalinata decorata con piastrelle multicolore in maiolica.
 |
Caltagirone |
 |
la lunga scalinata di Caltagirone |
 |
decorazione in ceramica dei gradini della scalinata |
 |
la scalinata da piazza municipio |
 |
piazza municipio |
 |
duomo di San Giuliano |
 |
ceramica di Caltagirone |
 |
chiesa di San Francesco d'Assisi |
 |
statua equestre di Gualtiero di Caltagirone |
 |
tramonto a Caltagirone |
 |
Caltagirone di notte |
15 giugno - da Caltagirone a Siracusa
Raggiunta Ragusa ci dirigiamo verso il fulcro della città: il quartiere di Ibla. E' questo il quartiere più affascinante della città. Esso fu completamente ricostruito dopo il terremoto del 1693 e secondo lo stile dell'epoca per cui abbondano palazzi e chiese in barocco. Raggiungiamo piazza Pola ove troviamo la chiesa di San Giuseppe.
 |
chiesa di San Giuseppe |
 |
corso XXV Aprile |
Risaliamo il corso in direzione del Duomo.
 |
piazza Duomo - in cima alla scalinata il duomo di San Giorgio |
 |
piazza Duomo |
 |
il duomo di San Giorgio |
 |
il centro storico di Ragusa |
Lasciamo Ragusa e sulla strada per Siracusa facciamo sosta a
Noto. Anche questa città fu quasi completamente distrutta dal terremoto del 1693, per cui oggi la città si presenta con uno schema urbanistico ortogonale e strade parallele. Oggi la città si presenta come un elaborato gioiello con le sue decine di chiese, edifici religiosi e palazzi nobiliari tutto in stile barocco.
 |
10 - chiesa di San Domenico |
 |
9 - piazza XVI Maggio - teatro Tina di Lorenzo |
 |
corso Vittorio Emanuele |
 |
corso Vittorio Emanuele |
 |
7 - chiesa di San Carlo al Corso |
 |
5 - Palazzo Ducezio - Municipio |
 |
5 - palazzo Ducezio |
 |
6 - Basilica di San Nicolò (Cattedrale) |
 |
6 - interno della Cattedrale |
 |
piazza Immacolata - chiesa di San Francesco d'Assisi |
 |
8 - palazzo Nicolaci di Villadorata |
 |
le mensole dei balconi del palazzo |
16 giugno - Siracusa
Ed eccoci a
Siracusa (1) (2) , città dalla storia millenaria che con il suo parco archeologico della
Neapolis è nota in tutto il mondo. Affrontiamo di buona ora la visita del parco. Subito dopo l'ingresso alla nostra sinistra ecco l'anfiteatro romano, perfettamente leggibile nel disegno anche se non integro.
 |
area del parco - pianta tratta da www.siracusaturismo.net |
 |
uno degli ingressi all'anfiteatro |
 |
l'anfiteatro romano |
 |
Ara di Ierone |
Vicino all'anfiteatro troviamo i resti dell'Ara di Ierone del III sec. a. C. di questo tempio rimane purtroppo solo l'enorme basamento di ben 198 x 22,8 metri (come molte costruzioni greche della Sicilia anche questo sito fu utilizzato come cava per la realizzazione di altre opere). Poco più avanti ecco il teatro, purtroppo non possiamo ammirarlo compiutamente essendo parzialmente occupato dalla scenografia per la prossima stagione teatrale.
 |
vista dall'alto - foto tratta da Wikipedia |
Anche questo splendido teatro fu parzialmente distrutto per ricavarne materiale da utilizzare nella realizzazione delle fortificazioni spagnole. Ciò che oggi possiamo ammirare è la grande cavea di ben 138,6 metri di diametro, lo spazio semicircolare (orchestra) ai piedi della cavea ove era posto l'altare dedicato a Dionisio e le tracce di quello che fu l'edificio scenico.
 |
Latomia del Paradiso (cave) |
 |
l'orecchio di Dionisio |

Siamo ad
Ortigia, la piccola isola appendice della città di Siracusa. E' questa parte più antica e interessante della città. La sua origine si fa risalire ai primi coloni corinzi ma è stata abitata sin dall'età del bronzo (3500-1200 a.C.). Dal medioevo e fino all'800 fu protetta da mura. Ancora oggi è possibile ammirare ad Ortigia numerose testimonianze della storia di quest'isola. Attraversiamo uno dei due ponti che la collega alla terraferma ed ecco i resti del tempio di Apollo. Proseguiamo per corso Matteotti fino a raggiungere piazza Archimede con la sua fontana. Percorso un tratto di via Roma svoltiamo a sinistra
 |
3 - Tempio di Apollo |
Nelle vicinanze ecco un caratteristico mercato ove è possibile anche pranzare.
 |
piazza Archimede e la fontana Diana |
Proseguendo per via Roma ci appare un grande edificio in pietra squadrata, sulla parete si intravedono alcuni capitelli e più in la delle colonne. siamo in presenza del Duomo di Siracusa realizzato utilizzando quel che rimaneva del tempio di Minerva.
 |
basamento e colonne del tempio di Minerva integrate nella chiesa |
 |
particolare di una colonna |
 |
piazza del Duomo e la cattedrale |
 |
la cattedrale |
 |
piazza del Duomo |
Proseguendo verso il lungomare ecco la fonte di Aretusa che raccoglie acque freatiche. Alla punta estrema dell'isola il castello di Maniace realizzato da Federico II e facente parte del sistema difensivo voluto dal sovrano svevo.
 |
fonte Aretusa con le piante di papiro |
 |
castello Maniace |
la nostra visita a Siracusa termina qui, lasceremo la città con il rammarico di non aver potuto visitare il
museo archeologico Paolo Orsi, uno dei più grandi e importanti d'Europa.
18 giugno - da Siracusa a Catania
Lungo il percorso ci fermiamo in un piccolo e delizioso borgo marinaro, si tratta di Brucoli. il borgo è caratterizzato dalla presenza di una piccola fortezza e da un canale porto che si incunea all'interno creando un piccolo fiordo.
 |
la fortezza di Brulcoli |
Raggiungiamo la vicina piazza Bellini caratterizzata dalla presenza del teatro Massimo Bellini con la sua facciata neo barocca.
18 giugno - Catania, Etna
 |
piazza Duomo |
 |
piazza Duomo - la fontana dell'elefante |
 |
piazza Duomo - sulla sinistra il palazzo dei Chierici |
 |
cattedrale di Sant'Agata - ingresso laterale |
 |
interno della Cattedrale |
 |
interno della Cattedrale |
 |
fontana dell'Amenano |
In posizione un po' defilata ecco la fontana dell'Amenano e il sottostante fiume sotterraneo. Proseguiamo la nostra visita per via Etnea, una delle più belle di Catania.
 |
via Etnea da piazza Duomo |
 |
Basilica Collegiata |
Quindi svoltiamo per via Antonino di Sangiuliano, una lunga e alberata strada in salita che ci porterà in piazza Dante.
 |
via Antonino di Sangiuliano |
 |
il complesso monastico |
 |
piazza Dante |
 |
chiesa di San Nicolò - 1687 |
 |
interno della chiesa |
 |
l'ex monastero dei cappuccini oggi sede universitaria |
Sulla piazza si affaccia la chiesa settecentesca di San Nicolò e l'ex
monastero dei benedettini (2)
Questo monastero fu fondato dai monaci benedettiti di Nicolosi che si trasferirono qui perché minacciati dalle eruzioni dell'Etna.
 |
particolare della facciata |
 |
il primo chiostro |
 |
il chiostro più interno con una fontana centrale rinascimentale |
Da via Crociferi caratterizzata da vari edifici barocchi raggiungiamo il teatro romano o meglio i suoi resti oggi soffocati dagli edifici che vi sono stati costruiti parzialmente sopra. Altra testimonianza romana sono alcuni resti, scarsamente leggibili, dell'anfiteatro romano.
 |
via dei Crociferi |
 |
foto aerea tratta da Google earth |
Proseguendo verso il mare ecco il castello Ursino, a pianta quadrangolare 50 metri di lato e torrioni agli angoli. Esso fu costruito nel XIII secolo da FedericoII di Svezia come parte di un sistema difensivo della Sicilia meridionale. Nel tempo perse importanza ed ebbe varie destinazioni, oggi è sede del museo civico.
 |
foto aerea da Google earth |
Ritornando in hotel non possiamo non immortalare alcune "opere" dell'ingegno siciliano.
 |
un moderno carrettino siciliano |
Nel pomeriggio ci aspetta un'escursione sull'Etna che ci porterà sui luoghi delle ultime colate di lava.
Puntuale arriva la nostra guida e ci avviamo. Seguiamo, per un tratto, il lungomare superando vari centri abitati, Acitrezza, Acicastello, Acireale
 |
Aci Castello |
 |
Acireale in una foto di Fabio Consoli durante l'eruzione del 2013 |
 |
la parete di lava di una enoteca |
Lungo il tragitto ci fermiamo in una enoteca per un piccolo assaggio dei vini che si producono sulle pendici del vulcano. Il locale è addossato ad una vecchia colata di lava lasciata così come si è formata. Proseguendo sulla strada che ci porta al rifugio Sapienza ci fermiamo in prossimità dell'ingresso di un tunnel formatosi durante una delle tante eruzioni.
 |
accesso al tunnel formatosi con lo scorrere sotterraneo della lava nel 2001 |
 |
la parte terminale del tunnel |
 |
un cratere secondario |
Si conclude cosi, al rifugio Sapienza, la nostra breve visita sull'Etna. Domani ultimo giorno in Sicilia, la nostra meta sarà Taormina.
10 giugno - Taormina
Raggiungiamo Taormina percorrendo la strada costiera che ci porta ad attraversare una moltitudine di piccoli borghi e città: Acitrezza, Aci Castello, Acireale, Giarre, e finalmente Giardini Naxos che ci introduce ad una serie di tornanti fino a raggiungere la splendida cittadina siciliana famosa in tutto il mondo.
 |
isola Bella |
 |
baia di Villagonia e di Giardini Naxos |
 |
i tornanti che portano a Taormina |
Lasciamo l'auto al parcheggio, con il bus, raggiungiamo il centro storico. Varchiamo una delle porte d'ingresso e ci inoltriamo lungo il corso Umberto, spina dorsale del borgo.
 |
corso Umberto |
 |
porta Messina - ingresso al borgo vista da corso Umberto |
 |
corso Umberto |
 |
piazza IX Aprile con la torre dell'orologio |
Ed eccoci in piazza IX Aprile la cui terrazza è uno splendido punto panoramico.
Proseguiamo oltre la torre fino a raggiungere il duomo.