23/02/2019 - Delhi - il forte rosso, il mausoleo di Humayun
Finalmente è giunto il momento di visitare l'India, un paese dalle mille contraddizioni e da una storia complessa e affascinante.
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INDIA NEI SECOLI
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tra il 2400 e il 1500 a.C.
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Sviluppo della “civiltà della valle dell’Indo” con l’insediamento di
gruppi di agricoltori provenienti dall’attuale Iran.
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6°-5° sec. a.C.
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L’India è esposta alle invasioni straniere, tra cui quelle
dei Persiani con Dario I (6°-5° secolo)
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4° sec. a.C.
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Tentativo dei Greci di invadere l’India con Alessandro
Magno.
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4°-2°sec. a.C
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L’India fu in gran parte unificata dalla dinastia dei
Maurya.
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4°-6°sec. d.C.
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Con l’Impero dei Gupta l'induismo finì per imporsi
definitivamente sul buddismo come religione dominante del paese.
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8° sec.
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Inizia la conquista musulmana.
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12°- 13° sec.
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Dinastia musulmana dei Guridi: venne fondato il sultanato
di Delhi che giunse a controllare gran parte dell'India con l’eccezione delle
regioni meridionali
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1398
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Timur (Tamerlano) entra in Delhi e iniziarono le stragi
contro gli indù.
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14° - 15° sec.
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Il sultanato si frammentò in un'ampia serie di piccoli
potentati musulmani di fatto indipendenti.
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1526
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Il sultanato venne conquistato da Baber, discendente
di Tamerlano ,e inizia l'Impero Moghul.
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1530
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Humayun succede al padre Baber.
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1556-1605
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Akbar il Grande (nipote di Baber) estende l'impero a quasi
tutta l'India settentrionale e centrale. Fornì l’impero di una solida
struttura amministrativa e governò con tolleranza verso i fedeli delle altre
religioni.
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1605
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Alla morte di Akbar sale al trono Selim Giahangir. Fu
sovrano colto e amante dell’arte.
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1627 - 1658
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Sale al trono Shan Giahan, figlio di Selim. Egli riuscì a
portare i confini dell'impero sino alle regioni meridionali dell'India. Diede
notevole impulso allo sviluppo della cultura e dell’arte, in particolare
dell’architettura. Sua fu la decisione di erigere il palazzo Taj Mahall ad
Agra.
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1658-1707
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Sale al trono Aurangzeg, figlio di Shan Giahan. Seguiva rigidamente l'islam e la sharīʿa
che ne era la legge, a differenza dei suoi predecessori il cui regno era
stato caratterizzato dalla tolleranza religiosa. Alla sua morte iniziò il
declino dell’impero.
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17° sec.
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Olandesi, Inglesi e i Francesi, nel 17° secolo fissarono i
propri avamposti attraverso l'opera delle potenti Compagnie
delle Indie
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1756-63
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I Britannici, con la guerra europea dei Sette anni
(1756-63), stabilirono definitivamente la propria egemonia sull'India.
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1857
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Ebbe termine il regno Moghul
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1876
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Creazione dell'Impero indiano di cui fu proclamata
imperatrice la regina Vittoria. Sotto il dominio britannico le
contrapposizioni tra musulmani e indù divennero sempre più forti.
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1885
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Fondazione del partito del congresso.
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1914
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l'India partecipò con la Gran Bretagna alla Prima guerra
mondiale
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1947
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Indipendenza concessa dalla Gran Bretagna. Avviene la
spartizione dell’Impero con la nascita dell’India induista e del Pakistan
islamico.
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1948
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Assassinio di Gandhi da parte di un estremista indù.
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Il nostro viaggio si limita all'India del nord toccando le principali città e località di questa regione quindi, al termine, faremo una puntata in Nepal a Kathmandù. Di seguito si riporta uno schema con le visite effettuate.
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INDIA DEL NORD E NEPAL
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23/2
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1° giorno: DELHI
1 - Visita forte rosso
2 - Visita Humayun’s tomb
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Visite indipendenti
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24
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2° giorno: DELHI
1 - mattina: Visita Lotus temple
2 - nel pomeriggio visita di New Delhi: la parte
più antica della città, e del prezioso complesso del Qutub Minar;
3 - visita al Mausoleo di Safdarjung.
4 - Visita al tempio Sikh
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25
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3° giorno: DELHI/JAIPUR
1 - visita di Old Delhi con la Moschea del Venerdì,
dalla quale si può ammirare l’imponente Forte Rosso.
2 - giro panoramico del quartiere coloniale con i
palazzi governativi ed il famoso India Gate (porta dell’India)
3 - Partenza nel pomeriggio per Jaipur, la città rosa. (Lungo la strada si incontrano alcuni pellegrini)
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Delhi-Japur
Km.278
Tm. 4h 52m
In bus
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26
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4° giorno: JAIPUR
1 - Sosta fotografica per ammirare il Palazzo dei
venti.
2 - Escursione al Forte
di Amber, suggestivo esempio di architettura Rajput.
3 – pranzo nel palazzo del Maharaja di Jaipur.
3 - Nel pomeriggio, visita della coloratissima
“città rosa”: il City Palace con il suo Museo e l’Osservatorio
astronomico, visita ad un mercato con altra sosta al palazzo dei venti.
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27
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5° giorno: JAIPUR/ABHANERI/FATEHPUR SIKRI/AGRA
1 – Abhaneri.
Visita al sorprendente pozzo-palazzo di Abhaneri, risalente al VII – IX
secolo.
2 - Pranzo nel palazzo nobiliare del Maharaja di
Bharatpur.
3 - Visita di Fatehpur
Sikri (città fantasma) antica Capitale Moghul costruita da Akbar, il più grande
imperatore della dinastia, .
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Jaipur-Abhan.
Km.93 1h 48m
Abhan.-Fateh.
Km.131
Tm. 2h 8m
Fateh.-Agra
Km.36
Tm 44m in bus
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28
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6° giorno: AGRA
1 - visita del Taj Mahal, perla architettonica
dell’oriente islamico.
2 – nel pomeriggio visita al Mausoleo di Etimad-ud-
Daula, da cui trasse ispirazione la costruzione del Taj Mahal.
3 – visita del Forte Rosso, che fu residenza di
quattro diversi imperatori Moghul
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1/3
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7° giorno: AGRA/ORCHHA/KHAJURAO
1 – Da Agra partenza in treno per Jhansi e da qui si
raggiunge Orchha.
2 – Visita di Orchha,
adagiata sul fiume Betwa. Il palazzo Jehangir Mahal, dal quale si può
osservare l’affascinante città abbandonata. Il palazzo Raja Mahal.
3 - Proseguimento per Khajuraho .
4 – in serata spettacolo di balli tradizionali
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Agra-Orchha
Km.250 4h 27
treno
Orchha-khajur
Km 190
Tm.4h 22 bus
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2
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8° giorno: KHAJURAHO/VARANASI
1- Escursione in un parco naturale
2 - Visita dei templi occidentali Induisti,
capolavoro dell’architettura sacra indiana, famosi per le raffigurazioni
erotiche, basate sul tantrismo.
3 - Visita dei templi orientali jainisti. In tarda
mattinata, trasferimento in aeroporto.
4 - Volo per Benares (Varanasi).
In serata visita al Gange per la suggestiva
cerimonia dell’aarti con il fuoco.
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Volo interno
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3
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9° giorno: VARANASI/ DELHI
1 - Giro in barca all’alba per assistere ai rituali
di purificazione ed alle offerte dei pellegrini al sole nascente, tradizione
ininterrotta da 5000 anni.
2 - Passeggiata attraverso i vicoletti della citta’
antica che ospita il sacro Vishwanath Mandir, Tempio d’Oro (non visitabile
all’interno).
3 - Visita del sito archeologico di Sarnath, sacro
al Buddismo poiché luogo della prima predicazione del Buddha.
4 - Pomeriggio volo per Delhi. Pernottamento.
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Volo interno
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4
Lun.
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10° giorno: DELHI/KATHMANDU
1 - In mattinata, volo per Kathmandu.
2 - visita del centro storico della città con la
Durbar Square e la casa della “dea bambina”.
3 - Visita di Pashupatinath, la “Benares del Nepal”
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Volo internazionale
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5
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11° giorno: KATHMANDU
1 - Mattino salita allo stupa di Swayambhunath,
opera risalente a circa 2.500 anni fa, situato in cima ad una collina che
offre una spettacolare vista della valle di Kathmandu
3 - Nel pomeriggio, visita di Patan, antica capitale
del Regno (casa della dea bambina, palazzo reale, piazza durbar)
Tempio d’oro con il dio bambino
Rientro a Kathmandu
(pashupinat - cremazione)
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6
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12° giorno: KATHMANDU
1 - In mattinata, tempo a disposizione per il
sorvolo facoltativo con un piccolo aereo delle cime dell’Himalaya.
2 - stupa di Bodnath
3 - Di seguito, visita alla magnifica città
medioevale di Bhadgaon (Bhaktapur), protetta dall’Unesco
4 – cena nepalese
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7
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13° giorno: KATHMANDU/ITALIA
Prima colazione.
1 - Mattina: Kirtipur
2 – ore 18 trasferimento aeroporto
3 - Volo per l’Italia
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Visite indipendenti
Volo intercont.
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Arriviamo a Delhi con un giorno di anticipo rispetto al gruppo al quale ci aggregheremo. Ne approfittiamo per effettuare alcune visite che non sono in programma.
Sistemati i bagagli prendiamo subito un taxi per raggiungere il forte rosso a poco più di 12 km dal nostro hotel. Siamo in quella parte della città che viene indicata come Old Delhi.
Il Forte Rosso e la città di Shahjahanabad (Old Delhi) vennero costruiti dall'imperatore
Gran Mogol Shah Jahan nel 1639 allorché decise di trasferire la capitale dell'impero da Agra a Delhi. Il suo nome deriva dal colore dell'arenaria rossa con cui fu costruito.
Scendiamo nei pressi del Delhi Gate e percorriamo il lato ovest delle mura per raggiungere Lahore Gate ove è posto l'ingresso principale.
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le mura e il fossato del forte rosso |
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le mura del forte e la Lahore Gate |
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Lahore Gate |
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Chatta Cohwk bazar |
Varchiamo la porta del Lahore Gate e ci ritroviamo in un largo e lungo corridoio ove è posto il Chatta Chowk bazar. Questo mercato è composto da due piani e un tempo ospitava vari negozi con la merce più varia per le necessità della famiglia reale. Oggi vi sono negozi di artigianato locale, di piccolo antiquariato e sopratutto di souvenir per i turisti. Usciamo da Chatta Chowk bazar e ci appare un grande parco punteggiato di vari edifici, di fronte un edificio in marmo bianco, il Naubat Khana che oggi ospita, al piano superiore, il War Memorial Museum.
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Naubat Khana |
Varchiamo l'ingresso e oltre ecco un basso edificio in arenaria rossa a cui si viene introdotti da un lungo percosso lastricato con ai lati dei prati curatissimi. Tale edificio è il
Diwan-I-Aam, la sala delle udienze pubbliche ove l'imperatore, seduto sul trono reale, dava udienza ai suoi sudditi.
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Diwan - I- Aam |
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la sala delle udienze pubbliche |
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il trono reale all'interno della sala delle udienze |
Lo sguardo spazia sui prati gremiti di turisti e su alcuni padiglioni rivestiti di marmo bianco. Su di una piattaforma distinguiamo il
Diwa-i-Khas, la sala delle udienze private nel quale l'imperatore riceveva i suoi ministri e i suoi ospiti di riguardo. Al centro della sala si trovava il
trono del pavone che Nadir Shah, conquistatore persiano, fece portare in Iran nel 1739; era un trono d'oro massiccio, incastonato di pietre preziose con le effigi di due pavoni; tale trono fu poi andato distrutto e di esso rimane il diamante Kohinoor esposto alla torre di Londra nella corona della regina madre.
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da sinistra: moshea, hammam, Diwa-i-Khas, Khas Mahal, Rang Mahal - foto tratta da Wikipedia |
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Diwa-i-Khas |
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interno del Diwa-i-Khas |
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moschea Moti Masjid |
Vicino al Diwan-i-Khas ecco la piccola moschea Moti-Masjid dalle pareti rivestite in marmo bianco e con tre piccole cupole. La particolarità di tale moschea è data dal fatto che le mura esterne sono perfettamente allineate alle mura del forte mentre quelle interne sono orientate con la mecca. Accanto troviamo l'Hammam, i bagni reali costituito da tre camere principali sormontate da cupole.
Continuiamo la nostra visita e abbiamo anche l'occasione di fare simpatiche conoscenze.
Lasciamo il forte rosso e riprendiamo la strada verso l'hotel. Ci immergiamo nel traffico caotico e rumoroso di Delhi. Abbiamo intenzione di fare una sosta al
mausoleo di Humayun.
"Humayun, sovrano moghul (popolo con origini turche e mongole discendente di Gengis Khan e Tamerlano) succedette, nel 1530, al primo imperatore moghul in India, Babur. Humayun governò in India per un decennio, finché nel 1537, sconfitto da Sher Shah Sur, un signore del Bihar, dovette esiliare in Persia presso lo scià Safavide. Nel 1555, con l'aiuto dello scià riprese Delhi. Morì nel 1556."
Entriamo nel sito e ci ritroviamo in un grande parco, racchiuso su tre lati da alte mura in arenaria, che ospita un complesso di edifici tra i quali risplende la tomba dell'imperatore
moghul Humayun.
Ci avviamo verso il centro del parco. Alla nostra sinistra ecco una costruzione ottagonale con un porticato che si sviluppa lungo tutto il perimetro e che presenta una cupola centrale e sei piccoli chiostri colorati in corrispondenza di ogni lato. All'interno la tomba di Isa Khan e dei suoi familiari. Di fronte un altro piccolo edificio, più modesto nell'aspetto che racchiude altre tombe.
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mausoleo di Isa Khan |
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la tomba di Isa Khan e dei suoi familiari |
Di fronte alla tomba una piccola moschea
Ed ecco davanti a noi lo splendido mausoleo di
Humayun. Progettato dall'architetto persiano Mirka Mirza Ghiyath fu completato nel 1572 e rappresenta la sintesi dell'architettura Moghul con la presenza di nicchie ad arco, cupole e piccoli padiglioni
(chhatri) con cupole che si trovano sul tetto. L'edificio principale presenta grandi portali ad arco, evidenziati da una sottile cornice in marmo bianco, tipici dell'architettura islamica. La posizione del mausoleo, al centro di un ampio giardino, di forma quadrata, ne accentua la sua grandiosità e bellezza dominando su tutto e si erge al disopra di un basamento che presenta 124 nicchie che ospitano le tombe di personaggi minori.
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la tomba dell'imperatore moghul Humayun |
All'interno della sala centrale, di forma ottagonale, è posta la pietra tombale di Humayun ma, come nel Taj Mahal, la sepoltura si trova al livello del piano inferiore. Agli angoli della sala principale quattro camere contengono le tombe di importanti personaggi Moghul.
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una vista frontale dello splendido mausoleo |
Il giardino del mausoleo:
Il giardino, al centro del quale è posto il mausoleo ha una pianta quadrilatera regolare suddivisa in quattro porzioni separate da percorsi in terra battuta e due stretti canali. Le quattro porzioni di giardino sono a loro volta suddivise in parti regolari fino a formare un totale di 36 parcelle quadrilatere. E', questa, una disposizione che si ritroverà spesso nei giardini moghul (giardini con disposizione
chahar bagh) .
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particolare di uno dei portali inferiori |
La giornata volge al termine; ripensiamo a quello che abbiamo visitato e quasi inavvertitamente abbiamo preso contatto con l'architettura Moghul che ha fortemente caratterizzato l'impero Moghul per oltre 3 secoli.
L'architettura moghul
E’ un’amalgama di architettura islamica, persiana e indiana. Elementi fondamentali risultano essere:
- L’arenaria rossa e il marmo bianco come materiali da costruzione
- Gli Iwan (grandi portali) di derivazione persiana
- Le cupole a bulbo di derivazione persiana rivestite in marmo.
- La presenza di piattaforme su cui edificare gli edifici (derivazione indù) .
- La presenza nelle mosche di un grande cortile.
- I chhatri piccoli padiglioni aperti sormontati da una cupola.
- I jharokhâ, balconi o finestre che venivano utilizzate sia solo per bellezza architettonica dell'edificio stesso o anche per uno scopo specifico, ad esempio per permettere alle donne di osservare al di fuori senza essere viste.
- I chajjâ, pensiline poggianti su mensole per proteggere dal sole o dalla pioggia.
- I jali, schermi in pietra forata a chiusura delle finestre
- I giardini (di derivazione persiana) che si sviluppano su tracciati rettilinei, molto spesso all’interno di aree cintate e caratterizzati dalla presenza di stagni, fontane e canali.
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24/02/2019 - Delhi - il tempio del loto, Qutub Minar, mausoleo di Safdarjung, tempio Sikh
In mattinata ci rechiamo al Lotus Temple, il tempio del loto. Dista solo pochi km dal nostro hotel che percorreremo in taxi tra le continue e insistenti"offerte" del tassista di accompagnarci prima in bazar o negozi vari. Trascorriamo il tempo del tragitto a rifiutare tali offerte. Stremati dal traffico incredibilmente caotico e dalla "battaglia del rifiuto" ingaggiata con il tassista giungiamo finalmente al tempio.
Ci ritroviamo in un ampio parco con un giardino curatissimo e, nonostante il grande affollamento, vi è una grande pace. Il frastuono di qualche minuto primo è lontanissimo da questo luogo e si ha la sensazione che la gran parte dei visitatori non siano turisti ma abitanti di Delhi in cerca di silenzio e tranquillità (anche perché l'ingresso è gratuito).
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vista aerea - foto da internet |
Il Tempio del loto è un
tempio bahai e si trova all'interno di un parco nella nuova Delhi. Realizzato nel 1986 dall'architetto iraniano Fariborz Sahba ha l'aspetto di un bocciolo di loto simbolo di purezza e unicità. Il fiore di loto svolge un ruolo importante in quasi tutte le importanti religioni del paese. Dalla Bahai all'induismo, al buddismo, alla zoroastriana.
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il lungo viale che porta al tempio |
Abbandoniamo questa oasi di pace per rituffarci nel caos. In hotel troveremo il gruppo del nostro tour giunti da poco. Subito dopo pranzo iniziamo con le visite programmate e accompagnati dalla nostra guida Vikas raggiungiamo il sito di
Qutub Minar.
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l'ingresso al sito |
Dopo la consueta fila entriamo nel sito che troviamo molto affollato e in prevalenza di turisti indiani.
Il complesso di Qutub Minar venne realizzato durante il regno di
Qutb-ud-din Aybak, il primo sovrano del
Sultanato di Delhi. E' a lui che si deve la costruzione dell'alto minareto in mattoni di arenaria che ancora oggi possiamo ammirare. Tale minareto è alto 72,5 metri, con un diametro che va dai 4,3 metri della base fino a restringersi a 2,7 metri in sommità. Ai piedi del minareto quello che resta della prima moschea costruita in India.
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il minareto in mattoni di arenaria |
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particolare delle decorazioni del minareto |
Poco lontano sorge un altro minareto (Alai Minar) ma questo appena iniziato. La costruzione, infatti, terminò alla morte del suo costruttore Ala-ud-din Khilji.
Ci aggiriamo tra i resti della moschea che venne costruita da Qutb-ud-din Ayba. Non resta molto, qualche arco e dei tratti di mura. E' interessante notare che la moschea venne costruita sul sito di un tempio indù e utilizzando del materiale proveniente da templi indù e gianisti. Ancora oggi possiamo vedere nelle strutture rimaste delle rappresentazioni di esseri viventi non permessi nell'architettura islamica (evidentemente a causa di qualche dimenticanza le maestranze di allora non eliminarono tutte queste rappresentazioni). Vikas è prodigo di informazioni e ci guida con competenza.
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il complesso con il cortile esterno della moschea e il minareto |
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il grande arco dell'ingresso principale e la snella colonna di ferro |
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l'arco dell'ingresso principale alla moschea |
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il colonnato del cortile |
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una delle rappresentazioni non eliminate |
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la piccola tomba di Imam Zamin e, dietro, l'ingresso alla moschea |
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Alai Arwaza - l'ingresso della moschea |
Ad ovest della moschea Quwwat ul-Islam troviamo la tomba di
Iltutmish che fu costruita dal monarca nel 1235.
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tomba di lltumish |
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le raffinate incisioni del mausoleo |
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volti |
Lasciamo questo luogo affascinati dal quello che abbiamo visto e dalla gentilezza delle persone incontrate.
Non molto lontano ecco la tomba di Safdarjang, governatore di Awadh. Realizzata nel 1754 è in stile Moghul e anche questo mausoleo si trova al centro di un giardino diviso in quadranti.
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ai quattro angoli sono posti i chhatri |
Lasciamo lo splendido mausoleo di Safdarjang e, attraversando parte della città, ci dirigiamo verso il tempio Sikh, il Gurudwara Bangla Sahib.
In prossimità del tempio ci dotiamo di copricapo e sotto lo sguardo di due sikh armati di lunghe lance ci avviamo verso l'ingresso. Depositiamo le nostre scarpe e, a piedi nudi, ci avviamo verso un'ampia scalinata che porta al tempio.
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il tempio - foto tratta da internet |
In questo tempio vi è un grande fervore religioso. Vickas nella sua spiegazione sottolinea che in questo luogo chiunque, indipendentemente dalla religione, dalla casta o dal credo, è invitato a condividere un pasto. Ogni giorno qui si raccolgono almeno trentamila pellegrini che hanno assicurati gratuitamente tre pasti. Il tempio è un’imponente architettura in marmo bianco sovrastate da splendide cupole dorate.
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foto Giordano B. |
Il tempio è molto affollato e tutti si portano nella sala principale di preghiera che accoglie il Granth Sahib, il libro sacro dei Sikh. Il Gurudwara Bangla Sahib comprende una cucina (langar), un ospedale, una scuola superiore, una biblioteca, un museo e una galleria d’arte. La caratteristica più interessante del Gurudwara è il Sarovar (vasca). L’acqua del Sarovar ha un importante valore per i devoti essendo considerata benefica.
25/02/2019 - Delhi - Old Delhi, moschea del venerdì, quartiere coloniale e India Gate, trasferimento a Jaipur
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strade della Old Delhi |
Affrontiamo una ripida scalinata in arenaria rossa (di scaloni ce ne sono tre e portano ai tre portali d’ingresso che si aprono nell'ampio cortile).
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Vikhas, la nostra guida |
La Jama Masjid fu costruita su ordine dell’imperatore Moghul Shah Jahan, lo stesso che fece erigere il Taj Mahal. La moschea presenta una facciata principale (ai cui lati sono posti due alti minareti) scandita da 11 archi, con quello centrale che si chiude in sommità con un'ampia volta e dominata dalle tre cupole rivestite in marmo bianco e inserti di arenaria. L'ampio cortile, delimitato da un lungo porticato presenta ai quattro angoli delle torrette con copertura a cupola e, al centro, una grande vasca ove i fedeli si lavano le mani prima della preghiera.
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l'ampio cortile della moschea (può contenere fino a 25000 fedeli) - ai lati della moschea due dei tre portali d'ingresso |
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Jama Masjid - moschea del venerdì |
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chhatri (baldacchino) |
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la tomba del milite ignoto con la fiamma eterna |
Rientriamo in hotel per il pranzo quindi subito in viaggio per Jaipur.
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foto Giordano B. |
Durante il trasferimento abbiamo modo di incontrare un festante gruppo di pellegrini che ci salutano calorosamente.
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un corteo di pellegrini |
26/02/2019 - Jaipur, palazzo dei venti, forte Amber, city palace, osservatorio astronomico
Attraversiamo la città fondata nel 1728 dal Maharaja Sawai Jai Singh II, conosciuta anche con il nome di "città rosa", per il colore predominante delle sue abitazioni. E' la capitale del Rajasthan e ha circa 3 milioni di abitanti. La nostra meta è il vicino forte Amber ma non possiamo non fare una breve sosta al palazzo dei venti (avremo modo di ammirarlo con più calma in serata).
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Rosa Gate |


L'
Hawa Mahal (Palazzo dei venti), venne fatta costruire nel 1799 dal Maharaja Sawai Pratap Singh. Realizzato in arenaria rosa ha una facciata di cinque piani e 953 piccole finestre chiamate Jharokha decorate con intricati tralicci.
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fortificazioni del forte di Amber |
Ed eccoci al
forte Amber. Il forte si trova nella piccola città di Amer a 11 km da Jaipur, in una valle della catena degli Aravalli. L'imponente struttura del forte è esaltata dai suoi bastioni in pietra e dalle sue torri in arenaria rossa.
In un ampio spazio, alla base del forte sono ad aspettarci numerosi elefanti che ci porteranno in cima.
Il forte è diviso in quattro parti principali su livelli sovrapposti, ciascuna con un portone d’ingresso (in lingua locale Pol) e un cortile. L’ingresso principale avviene attraverso il Suraj Pol che conduce al cortile principale (Jaleb Chowk) ove si radunavano i soldati, da qui una scalinata conduce al secondo cortile.
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la stretta strada che porta al forte |
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Suraj Pol (porta del sole) |
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Alebi Chowk, il primo cortile |
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la porta d'ingresso al cortile |
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il primo e secondo cortile (sullo sfondo, nel secondo cortile, la Ganesh Pol) |
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la scalinata che porta al secondo livello |
Nel secondo cortile si affacciano vari edifici. E' qui che sorge la sala delle udienze pubbliche (
Diwan-i-Aam) ove il re aveva modo di conoscere i problemi dei sudditi e ricevere le loro petizioni. Interessante la porta
Ganesh Pol che introduce al terzo cortile ove vi sono gli appartamenti privati del Marhaja.
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Diwan-i-Aam (sala delle udienze pubbliche) |
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La Ganesh Pol - porta d'ingresso al palazzo privato del Maharaja |
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foto Giordano B.
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Il terzo cortile ha due edifici l’uno di fronte all’altro. Sulla sinistra si trova il Sheesh Mahal o Palazzo degli Specchi. E' la sala delle udienze private.
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le decorazioni del soffitto |
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intarsi e specchi selle pareti |
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la parte interna della Ganesh Pol |
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sullo sfondo le finestre che si affacciano sul secondo cortile |
Prima di riprendere il viaggio verso Fatehpur Sikri facciamo una sosta per il pranzo al palazzo nobiliare del Maharaja di Bharatpur.


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planimetria da Vikipedia Commons |
Ed eccoci a Fatehpur Sikri (città della vittoria), la città che l'imperatore moghul Akbar costruì nel 1571 nel sito in cui il santo sufi Sheikh Salim Chisti gli predisse la nascita di un figlio (Jehangir). Questa città fu capitale del regno dal 1571 al 1585 anno in cui Akbar trasferì la capitale a
Lahore (nell'attuale Pakistan) forse a causa della scarsità d'acqua, ma più probabilmente per essere più vicini all'esercito che era impegnato in campagne militari nel nord dell'India. La città declinò rapidamente e venne abbandonata nel giro di pochi anni ma ritornò ad essere sede, solo per tre mesi, della corte moghul nel 1619 durante la peste che colpì Agra. Fu quindi abbandonata definitivamente.
nel cortile d'ingresso, molto curato, ci appare il Diwan-i-Am, un piccolo edificio porticato posto in posizione centrale e utilizzato per le udienze pubbliche dell'imperatore. Da un ingresso laterale oltrepassiamo questo cortile ed eccoci all'interno di un grande spazio lastricato. Su di un lato si eleva un edificio a 2 piani sormontato da 4 chhatris posti agli angoli. Si tratta del Diwan-i-Kas dedicato alle udienze private.
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(2) il primo cortile con il Diwan-i-Am |
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(14, 5 ) sulla sinistra l'Ankh Michauli e il Diwan-i-Kas con le quattro chhatris agli angoli |
Accanto al Diwan-i-Mass si trova l'Ankh Michauli che si suppone fosse destinato a coservare parte del tesoro dell'imperatore.
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14 - Ankh Michauli |
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le elaborate mensole a sostegno della balconata che si sviluppa lungo tutto l'edificio, al di sopra le chjja (pensiline) |
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interno del Diwan-i.Kas (sala delle udienze private) |
Il Diwan-i-Kas aveva la funzione di sala delle udienze private. All'interno una colonna centrale, con il suo elaborato capitello, domina l'ambiente. La piattaforma o baldacchino al di sopra del capitello è accessibile da quattro pedane che congiungono le balconate interne. Di fronte a questo edificio, sul lato opposto del cortile ecco l'Anoop Talao (Anup Taleb), la piscina ornamentale ove si esibivano cantanti e musicisti.
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da sinistra: Panch Mahal, Diwan-i-Kas, la piscina ornamentale (Anup Taleb) |
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(8) Anup Taleb |
Il Panch Mahal, palazzo colonnato (172) a più piani e sormontato da un chhatri si suppone sia stato adibito ad accogliere le concubine dell'imperatore.
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(5) Panch Mahal |
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Panch Mahal |
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(6) Mariam Uz Zamani (dimora della moglie cristiana) |
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(10) Jodhbai's palace (dimora della moglie indù) |
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tre elementi dell'architettura Moghul: i jharokha (piccoli balconi), i chajja (pensiline), i chhatri (piccoli chioschi con cupola) |
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particolare di una doppia colonna con mensole |
28/02/2019 - Agra: Taj Mahal, mausoleo di Etimad-ud-Daula, forte rosso
Siamo ad Agra, una delle capitali moghul e famosa per gli splendidi edifici tra cui primeggia il
Taj Mahal (1) (2) ed è questa la nostra prima meta.
Da un ingresso laterale (ovest) entriamo nell’area del complesso delimitato da mura che lo cingono su tre lati lasciando aperta la parte che si affaccia sul fiume. Percorriamo un camminamento tra bassi edifici ed ecco, alla nostra sinistra, il Darwaza (l’ingresso reale). Attraverso il grande portale si intravede il bianco mausoleo, passiamo oltre e ci appare in tutto il suo splendore Il Taj Mahal. Fu fatto erigere dall’imperatore Shah Jahan in memoria della moglie Arjumand Banu Begum. I lavori di costruzione dell’intero complesso, iniziati nel 1632, durarono 22 anni per concludersi nel 1654.
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Taj Mahal |
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Darwaza - ingresso principale (ingresso reale) |
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Taj Mahal - l'ingresso principale (Iwan) si affaccia sul giardino, ai lati quattro nicchie |
In fondo al grande giardino posto su di una piattaforma splende il mausoleo con la sua doppia cupola a bulbo. Agli angoli dell'edificio quattro piccole cupole a copertura di un padiglione (
chhatris). Alle estremità della piattaforma si elevano quattro minareti alti 42 metri con una leggera curvatura verso l'esterno. La pianta quadrata è smussata agli angoli mettendo in risalto i grandi
Iwan che sono sui lati. La perfetta simmetria si evidenzia sia sul prospetto che all'interno formato da una camera centrale ottagonale ove si trovano i cenotafi di Shah Jahan e Arjumand Banu Begum (le tombe si trovano invece al di sotto all'interno della piattaforma). In corrispondenza degli angoli del mausoleo si trovano altre quattro stanze ottagonali. Attraversiamo il grande giardino percorrendo uno dei camminamenti che delimitano uno dei due canali che lo suddividono. Anche nel disegno di questo giardino si rispettano i dettami dell'architettura moghul ma qui il mausoleo non si trova al centro del giardino ma in fondo. Questa scelta progettuale permette di evidenziare far risaltare ancora di più l'edificio.



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il fiume Yamuna, in fondo si intravede il jabaz |
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particolare degli intarsi |
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la moschea e il fiume Yamuna |
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il forte rosso visto dal Taj Mahal |
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foto David Castor |
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la moschea |
Ai lati del mausoleo troviamo due edifici in arenaria con tre cupole rivestite di marmo e
chhatris agli angoli. I due edifici, gemelli, hanno una diversa funzione: quello ad est è il Jabaz mentre ad ovest si trova la moschea, davanti ad ognuno di essi una grande piscina quadrata. Il diverso materiale utilizzato per la costruzione mette ancora più in risalto la tomba.
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una nicchia su uno dei lati più corti |
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la moschea e la piscina utilizzata per le abluzioni |
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il Darwaza visto dal Taj Mahal e il giardino Charbagh |


Un ultimo sguardo al Taj Mahal prima di lasciare questo splendido sito e recarci al mausoleo di Itimad-ud-Daulah (Mirza Ghiyas Beg), tesoriere dell'impero e suocero di Jahangir. Il mausoleo, costruito tra il 1622 e il 1628, sorge sulla riva opposta dello Yamuna rispetto al Taj Mahal e ne anticipa molti elementi inoltre è la prima struttura Moghul costruita interamente in marmo e ad usare la tecnica degli intarsi.
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la porta est d'ingresso al mausoleo |

Varchiamo la porta est e ci appare una costruzione in marmo finemente lavorata con ai lati quattro torri esagonali terminanti con
chhatris e al centro, sul terrazzo, invece della cupola un padiglione con tre aperture su ogni lato chiuse da
jali e protetto da un
chhajja. Come in tutte le costruzioni Moghul si erge su di un ripiano e si trova al centro di un giardino di forma quadrata delimitato da una recinzione con agli angoli delle torrette; al centro di ogni lato è posta una porta d'ingresso.
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una vista frontale del mausoleo |
Anche qui ritroviamo sia nella costruzione che nel giardino, una perfetta simmetria, elemento caratteristico dell'architettura moghul.
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vista dal giardino, sulla sinistra una delle porte di accesso |
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una delle aperture chiuse da jali |
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particolare degli intarsi e delle finestre |
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intarsi con pietre dure semipreziose |
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interno del mausoleo |
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alcune decorazioni |
L'interno è composto da una sala centrale centrale che ospita i cenotafi di Asmat Begum, Mirza Ghiyas, quattro stanze rettangolari ai lati e quattro stanze quadrate agli angoli che ospitano le tombe dei parenti. La decorazione dell'interno spazia dagli intarsi ai mosaici, agli stucchi, ai dipinti creando degli ambienti di grande suggestione.
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i cenotafi di Asmat Begum e Mirza Ghiyas |
Attraversiamo il fiume e lo costeggiamo fino a raggiungere il forte rosso. Alla nostra sinistra sull'altra riva appare il mausoleo.

Ed eccoci giunti al forte rosso. Esso fu fatto costruire tra il 1565 e il 1571 da Akbar. Si sviluppa a forma di semicerchio con il diametro lungo la sponda del fiume Yamuna. Le sue mura, in arenaria rossa, si sviluppano per un'altezza di circa 23 metri. Lungo il perimetro sono posti grandiosi bastioni circolari e presenta quattro porte una delle quali si apre verso il fiume. All'interno del forte Akbar fece costruire innumerevoli edifici che in parte furono abbattuti dal figlio Shah Jahan per far posto a nuove costruzioni in marmo bianco, il materiale da lui prediletto Altre demolizioni si ebbero ad opera degli inglesi e ad oggi sopravvivono circa 30 edifici moghul concentrati lungo il perimetro che si affaccia sul fiume. E' in questo luogo che Shah Jahan, deposto dal figlio Aurangzeg, trascorse gli ultimi anni della sua vita. La porta più importante era la
Delhi gate, essa è dotata di ponte levatoio per superare un fossato e si affaccia in un piccolo cortile ove si trova una seconda porta rendendo così l'ingresso alla fortezza inespugnabile. Oggi la fortezza è parzialmente occupata dall'esercito e tale porta non è più utilizzabile per cui noi entriamo dalla
Amar Singh gate.
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Amar Singh gate |
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il fossato lungo le mura |
Varcata la porta ci ritroviamo in un cortile ove se ne apre una seconda che comunica con un secondo cortile, sulla sinistra un'apertura e, oltre, un camminamento in salita delimitato da alte pareti.



Alla fine del percorso, prima di varcare l'ennesima porta, troviamo, sulla destra, un ampio giardino con il Jahangiri Mahal, una costruzione in arenaria rossa e inserti in marmo. L'ingresso è un alto I
wan e, agli angoli dell'edificio, due
chhatri. Il Mahal era il principale
zenana (palazzo per le donne appartenenti alla famiglia reale), ed era usato principalmente dalle mogli di Akbar. E', questo, uno dei 30 edifici originari sopravvissuti alle demolizioni ed è quello più rappresentativo dell'arte moghul.
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Jahangiri mahal |
Varcato l'ingresso si entra in un cortile ove si affacciano numerosi ambienti ed è qui che ritroviamo vari elementi dell'architettura moghul.
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l'enorme ciotola (Hauz-i-Jahangiri) di pietra usata come contenitore per l' acqua di rose profumata |
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cortile interno con le chajja (pensiline) lungo le pareti |
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le elaborate mensole a sostegno delle chajja |
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portale |
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Jahangiri Mahal- il cortile che si affaccia sul fiume, sulla destra la torre del Musamman Burj |
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il Taj Mahal visto dal Forte Rosso |
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Khas-Mahal |
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Khas-Mahal- il prospetto è caratterizzato dagli archi il cui profilo è arricchito da una serie di cuspidi |
Il Khas-Mahal fu costruito da Shah Jahan tra il 1631 e il 1640 per le figlie Jahanara e Roshanara. La costruzione, in marmo bianco, si affaccia su di un giardino al cui centro è posta una fontana, un'altra (più grande) si trova sulla piattaforma davanti all'edificio. Gli interni del Khas-Mahal risultano riccamente decorati e ancora perfettamente leggibili.
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una delle innumerevoli nicchie presenti sulle pareti |
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Macchli Bhavan |
Nei pressi ecco l'ampio cortile su cui si affaccia il Diwan-i-Am, la sala delle udienze pubbliche. Costruita tra il 1631 e il 1640, è una struttura colonnata in arenaria ricoperta con stucco bianco.
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il cortile del Diwan-i-Am, sullo sfondo le cupole della Mothi Masjid |
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motorisciò in attesa di clienti |
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in attesa del bus che ci porterà ad Orcha |
Orchha, situata sulle rive del fiume Betwa, fu fondata dal capo raja Ruda Pratap nel xv secolo. La dinastia indù Bundela sconfitta dai moghul mantenne il suo prestigio e domini fino al xvii secolo e fino a che l’imperatore moghul Shah Jahan trasferì la capitale e la città fu abbandonata.
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sulla destra l'imponente Raj Mahal |
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raj praveen mahal |
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ingresso al complesso |
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disegno tratto da "Cultural Landscape of Orchha" di Amita Sinha - University of Illinos |
La nostra visita si limita al forte, questo sorge su di una isola circondata dal fiume Betwa e collegata alla terraferma da un ponte seicentesco.
Attraversiamo il ponte e, davanti a noi, troviamo un alto arco che ci introduce al forte. percorriamo una breve scalinata e ci ritroviamo in un ampio piazzale. All'interno del forte vi sono vari edifici i più importanti dei quali sono il Raj Mahal e il Jeangir Mahal. Il palazzo reale (Raj Mahal) fu il primo ad essere edificato (1592); in posizione strategica sull'isola fortificata, oggi è un importante luogo di pellegrinaggio per i devoti di Rama. Sui due grandi cortili si affacciano i balconi intarsiati degli appartamenti reali e una serie di passerelle permettono l’accesso ai livelli più alti, culminanti con padiglioni a cupola e torrette.
In contrapposizione alla struttura dell’esterno, molto sobria e priva di particolari decorazioni, si hanno le stanze interne magnificamente affrescate.
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uno dei due cortili del Raj Mahal |
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un colonnato con archi a cuspidi si affaccia sul cortile del Maj Mahal |
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particolare di una decorazione |
Il Jehangir Mahal, fu commissionato nel 1605 da Bir Singh Deo, sovrano di Orchha, in onore dell'imperatore Moghul Jehangir (da cui il nome del palazzo) in occasione della sua unica visita a Orchha. Il palazzo ha una struttura molto più ricca di elementi architettonici rispetto al Raja Mahal.
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il jehangir mahal |
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il cortile interno del palazzo |
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jali a chiusura delle finestre |
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un particolare tipo di balcone |
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particolare di una cupola e degli chhatris |
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un complesso sistema di balconate e scale permette l'accesso ai vari piani |
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alcuni abitanti del forte |
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uno dei due elefanti posti nell'ingresso secondario di Jehangir Mahal |
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una delle torrette del palazzo |
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quel che rimane delle decorazioni in ceramica |
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i cenotafi (chhatris) dei re di Orcha |
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cenotafi dei re di Orcha - foto Arian Zwegers (Flickr) |
Dall'alto del palazzo lo sguardo si apre sulla città, davanti a noi le cupole coniche dei cenotafi dei re di Orcha che si affacciano sul fiume e ne caratterizzano il paesaggio.
Lasciamo la città col rammarico di non aver soggiornato qui (il sito merita molto più di una fugace visita) e riprendiamo il nostro viaggio verso khajuraho ove giungiamo nel tardo pomeriggio. Concluderemo la giornata con uno spettacolo serale di balli tradizionali.
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un piacevole incontro |
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foto Giordano B. |

02/03/2019 - khajuraho, Varanasi
Sveglia all'alba per raggiungere il Panna national park ove è possibile incontrare vari animali selvatici.
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il fiume ken che attraversa il parco |
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il canyon ove scorre il fiume |
Lasciamo il Panna park per raggiungere
Khajuraho. E' abbastanza presto per cui avremo modo di visitare con calma almeno una parte di questo particolare sito con il più grande numero di templi
induisti e
giainisti dell'India. Eretti tra il 950 e il 1050, all’epoca della dinastia Chandela, ne sono rimasti circa 22 degli 85 originari.
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foto Giordano B. |
All’interno di un grande parco, ravvivato dal viola intenso delle bouganville, troviamo i templi di Khajuraho, tra le più interessanti espressioni dell’architettura medievale indiana. Davanti a noi numerosi templi che ci ricordano l'architettura kmer di Angkor con le sue alte guglie.
Google street view
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il parco archeologico |
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da sinistra i templi: Harmony, Parvati e Vishwanath |
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Vishwanath |
Nel tempio
Vishvanath si possono vedere molte figure femminili intente a coccolare un neonato, a scrivere lettere o suonare della musica. Oltre alle donne nel tempio si trova anche una immagine del bue usato come mezzo di trasporto da Shiva e di molti elefanti e leoni.
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tempio di Lakshmana |

Ci dirigiamo verso il tempio di Lakshmana, uno dei primi ad essere costruito. Come ad Angkor la sovrastruttura del tempio Lakshmana appare come le numerose vette emergenti di una catena montuosa e, anche qui, vi sono innumerevoli bassorilievi che raffigurano animali reali e mitologici, scene di vita quotidiana, guerrieri e divinità. Innumerevoli sono anche le rappresentazioni femminili e le scene erotiche che si rifanno al kamasutra e che caratterizzano questo sito archeologico. Le figure più grandi sono sensuali fanciulle (apsara), le più piccole sono coppie di amanti (mithuna), che simboleggiano la mistica unione dell'anima con la divinità in atteggiamenti intimi, infine ci sono piccoli fregi con le scene più propriamente erotiche. Tali sculture erotiche non sono presenti all’interno degli edifici o vicino alle rappresentazioni delle divinità.
Google Street View.
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ingresso al tempio |
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il Dio Ganesha |
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apsara |
Proseguiamo con le nostre visite e raggiungiamo il tempio Chitragupta dedicato a Surya (Dio del Sole). Possiede alcune delle più raffinate sculture tra cui processioni, fanciulle danzanti e scene di lotta tra elefanti. All’inteno del tempio si trova una statua raffigurante Surya sul suo carro trainato da sette cavalli. Sulla facciata sud del tempio si trova una statua con 11 teste raffigurante il Dio Vishnu. La testa centrale rappresenta il Dio stesso mentre le altre 10 mostrano le sue incarnazioni.
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tempio di Chitragupta |
Su di una piattaforma troviamo i templi di Mahadeva Kandariya e quello di Devi.
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il tempio di Kandariya (a sinistra) e quello di Devi |
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tempio di Devi |
Ed eccoci al tempio di Mahadeva kandariya. molto simile al tempio di Lakshmana, è il più grande del sito (la guglia principale raggiunge i 31 metri di altezza) ed è considerato uno dei templi più significativi dell'architettura medievale indiana. Costruito tra il 1025 e il 1050, è il tempio più imponente e più perfetto di Khajuraho. Anche in questo tempio le mura sono ornate di mithuna. Dedicato al Dio Shiva rappresenta il meglio del’arte Chandela. La pianta rispecchia quella di Lakshmana sviluppandosi in lunghezza e in direzione est-ovest.
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tempio di Mahadeva Kandariya |
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foto Vittoria B. |
Lasciamo il parco e i suoi templi, ci aspetta un aereo per Varanasi (Benares), la più sacra delle città induiste ove giungeremo alle 16 circa. Nel tardo pomeriggio ci dirigiamo verso il Gange. In risciò attraversiamo parte della città e, come spesso accade in India, il traffico è caotico e la "musica" dei clakson è costante. Più ci avviciniamo al fiume e maggiore è la moltitudine di gente. L'ultimo tratto lo faremo a piedi tra incredibili file di pellegrini e innumerevoli mendicanti; alla fine, davanti a noi, un muro di persone. Cerchiamo di penetrare in questo formicaio per avvicinarci il più possibile la ove si svolge la suggestiva cerimonia dell'
aarti, dedicata alla Dea Madre Ganga, nella quale viene eseguito un’elaborato rituale che ha come componente essenziale il fuoco, il tutto in un’atmosfera molto mistica e coinvolgente.
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in direzione del Gange |
E' una moltitudine di gente che arriva qui per bagnarsi nelle acque purificatrici del Gange o per , i malati terminali, attendere qui la morte affinche' le proprie ceneri possano essere accolte dal fiume sacro.
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il rito dell'Aarti sul ghat Dashashwamedha |
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foto Giordano B. |
Lasciamo questo luogo ove si consuma il rito della morte e ci avviamo verso il nostro hotel, ma ecco sfilare davanti a noi un festoso corteo con canti e balli. Ci dicono che è un corteo nuziale. Qui a Varanasi l'intrecciarsi del rito della morte e della vita è più forte che in ogni altro luogo dell'India.
03/03/2019 - Varanasi, Dheli
E' ancora buio quando raggiungiamo uno dei numerosi
ghat. Di queste ampie scalinate che scendono fino al fiume ve ne sono 84, hanno diverse funzioni e alcuni sono considerate sacri e accolgono una moltitudine di pellegrini giunti qui per lavarsi nelle acque del Gange e purificarsi o cremare i propri cari.
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Manmandir ghat |
E' ancora buio quando prendiamo posto in una barca per solcare le acque del Gange. C'è una strana atmosfera che ci avvolge e ci porta a parlare quasi sussurrando mentre la barca scorre lentamente sulle placide acque del fiume. Sui ghat una moltitudine di persone si bagnano nel fiume e ancora numerosi sono i fuochi che consumano la legna e i corpi.
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Rana Mahal ghat |
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Rewan ghat |
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è l'alba e con essa iniziano le offerte per il sole nascente |
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le offerte al sole nascente |
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pellegrini sulle acque del Gange |
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Jain ghat |
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il rito della purificazione |
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rifornimento di legna per la preparazione delle pire |
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parenti in contemplazione della cremazione del loro congiunto |
Lasciamo le sponde del Gange per addentrarci tra i vicoli della città vecchia che ospita il Vishwanath Mandir (tempio d'oro) e numerosi piccoli templi che si stanno recuperando eliminando le numerose sovrastrutture accumulatasi nel tempo fino a soffocarli. Ci accompagna, per un breve tratto, un forte e acre odore proveniente dalle numerose pile che si stanno consumando.
Ci avviamo verso il tempio buddista di Sarnath, l'ultima visita in Varanasi prima di ritornare a Delhi.
Sarnath è un piccolo villaggio, a circa 13 km a nord-est di
Varanasi. È uno dei siti più sacri e cari per il buddhismo. Si narra che Gautama Buddha qui abbia tenuto il suo primo insegnamento ai cinque asceti.
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il tempio |
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sullo sfondo lo stupa di Dhamek (249 a.C.) nell'area archeologica di Sarnath |
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un gruppo di scolari in visita al museo di Sarnath |
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capitello con i leoni di Ashoka |
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statua di Buddha del periodo Gupta (V sec.) |
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Umbrella of Bodhisattva |
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Shiva (X-XI sec.) |
04/03/2019 - Dheli - Kathmandu
Lasciamo Delhi e con essa l'India per recarci in Nepal. La nostra visita sarà limitata alla città di Kathmandu e alcuni centri della vallata.
La troviamo meno caotica e rumorosa delle città indiane visitate e, a quel che sembra, qui viene effettuata una regolare raccolta dei rifiuti. Supponiamo che ci sia anche un trattamento di essi ma saremo presto delusi, infatti constateremo che questi vengono gettati nel fiume che li porterà nel Gange (il fiume più inquinato al mondo) e quindi nell'oceano indiano.
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la porta d'ingresso al cuore della città vecchia |
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piazza Basantpur |
Giunti in Basantpur square ci si presenta una grande piazza rettangolare occupata da innumerevoli banchi con artigianato locale. I palazzi che delimitano la piazza presentano ancora evidenti le tracce del forte terremoto che nel 2015 ha devastato il Nepal. Percorriamo la piazza in tutta la sua lunghezza. Siamo in una vasta area urbana (Durbar square) ove si concentrano numerosi edifici storici e templi che il terremoto ha notevolmente danneggiato.
All'estremità della Basantapur Square troviamo il
Kumari ghar (Chowk), un grande edificio a pianta quadrata con cortile interno costruito nel 1757 dal re Java Prakash Malla, ove dimora la dea bambina (Kumari), incarnazione della dea indù Durga.
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25 - Kumari Ghar (Kumari Chowk) |
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il cortile del Kumari Ghar |
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le finestre da cui si affaccia la dea bambina |
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(25) Kumari Ghar e i resti del tempio Trilokya Narayan (24) |
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13 - quel che rimane del tempio di Maju Dewal |
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13 - il tempio di Maju Dewal prima del terremoto - foto tratta da internet |
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i resti del tempio di Maju Dega e, sulla destra, il tempio di Shiva Parvati |
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11 - il tempio di Shiva Parvati |
Edifici che all'apparenza sembra abbiano resistito presentano in realtà gravi danni alla struttura.
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Shiva Parvati |
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7 - Chyasin Dega - tempio di Krishna |
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32 - la colonna del re Pratap Malla (1624–74) |
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28 - La maschera di Swet Bhairava |

La grande maschera di Swet Bhairava viene rivelata completamente al pubblico solo durante il
festival Indra Jatra.
Ed eccoci davanti alla feroce immagine di
Kala Bhairava, rappresentazione di Shiva. Intorno si accalcano e sostano innumerevoli nepalesi con offerte alla divinità indù.
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33 - Kala Bhairava è una divinità hindù, feroce manifestazione di Shiva |
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5 - il piccolo tempio indù di kotilingeshwor mahadev (XVI sec.) |
05/03/2019 - Kathmandù, Patan
Stamani ci aspetta una lunga scalinata che ci porterà allo
stupa di Swayambhunath (il più antico del Nepal risalente al 460 d.C.). Alla base della collina alcuni piccoli stupa sormontati da innumerevoli bandierine recanti le preghiere dei fedeli. Ci avviamo lungo la scalinata accompagnati da numerose scimmie (lo stupa è noto anche come tempio delle scimmie) e giunti in cima possiamo ammirare una splendida vista, complice la giornata favorevole, della valle di Kathmandu.
Il complesso si compone oltre che del grande stupa anche di numerosi piccoli templi, un monastero e altri edifici. Sul basamento è posta una base quadrata che reca, su ogni lato, l'immagine degli occhi di Buddha. Su questa base si trovano 13 gradinate concentriche che terminano con un ombrello, emblema di regalità.
Ci dirigiamo nella vicina cittadina di Patan (città della bellezza). E' infatti tra le più belle e antiche città del Nepal e molto più tranquilla della vicina Kathmandu. Nonostante il forte sviluppo edilizio che ha annullato la separazione territoriale tra le due città Patan conserva la sua identità. Anche qui il cuore della città è Durbar Square. Lungo l'asse della piazza troviamo sul lato destro il palazzo reale mentre a sinistra si innalzano numerosi templi. Il palazzo si articola intorno a tre cortili: il Mul Chok, Sundari Chok e Keshav Narayan Chok. Oltre a questi cortili, il complesso vanta numerosi templi.
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il Taleju Bell e il tempio di Krishna |
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Taleju Bell |
La campana fu eretta dal re Vishnu Malla nel 1736. I sudditi potevano suonare la campana per informare il re delle loro rimostranze.
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il palazzo reale dei sovrani Malla |
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sulla destra il palazzo reale |
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due leoni in pietra davanti alla porta di Bhairab |
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il cortile interno del palazzo reale |
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il Mul Chok cortile centrale del palazzo reale |
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particolare del portale |
Il Mul Chok è più grande dei tre cortili principali. Al suo centro si trova il tempio Bidya. La porta che conduce al Santuario di Taleju è limitata dalle statue delle dee del fiume, Ganga su una tartaruga e Jamuna su un makura (coccodrillo mitico).
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la fontana di tusha Hiti (bagno reale) all'interno del Sundari Chowk |
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la vasca è decorata con 72 bassorilievi di divinità tantriche |
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la statua di Garud e dietro il tempio di Krishna Mandir |
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il tempio d'oro |
In fondo a Durbar Square si trova uno straordinario tempio buddhista, probabilmente fondato nel XII secolo, dai tetti dorati e finemente decorato.
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portale d'accesso al tempio |
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l'ingresso del tempio d'oro |
Rientrando a Kathmandu ci fermiamo a Pashupatinath uno dei maggiori centri di culto indù del Nepal, anche qui, sulle rive del Bagmati, si svolge il rito delle cremazioni.
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tempio induista di Passhupati Mandir |
Il rito funebre avviene nei pressi del tempio. I parenti si dispongono difronte ai gath (piccole scalinate affacciate sul fiume) e qui su alcune pedane in pietra vengono poste le pire che accoglieranno le spoglie di defunti.
Sulla riva opposta del fiume, si trovano 11 chaytia (nicchie) in pietra che custodiscono lingam eretti per ricordare le vedove immolatesi sulla pira funeraria del marito.
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Lingam - simbolo fallico considerato una forma di Śiva oggetto di adorazione |
06/03/2019 - Kathmandu, Bodhnath, Bhaktapur
Ancora una sveglia all'alba. Oggi si sorvola la catena montuosa dell'Himalaya.
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il piccolo aereo per il sorvolo della catena dell'himalya |
Raggiungiamo Bodhnath (
Boudhanath), a pochi chilometri dal centro di Kathmandu. Qui si trova una forte comunità di tibetani esiliati che perpetuano le loro tradizioni e il grande stupa che ci appare davanti è meta di pellegrini provenienti dall'Himalaya, dal Butan, dal Tibet e dal Ladakh. E', questo, un luogo che oltre ad essere sacro per i buddisti è anche un centro di aggregazione di popoli e culture diverse. Lo stupa occupa per quasi la sua interezza una grande piazza circolare. I pellegrini percorrono, in senso orario, la base dello stupa recitando le preghiere.
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gli occhi di Buddha ci salutano |
Attorno allo stupa si è sviluppata una fiorente attività commerciale che rende questo luogo, oltre che per la presenza di innumerevoli pellegrini, estremamente animato.
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pellegrini che, in senso orario, percorrono il perimetro della piazza recitando le loro preghiere |
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donne tibetane avvolte nei loro chupa (lunghi abiti tradizionali ornati di grembiuli variopinti) |
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le bandiere con le preghiere adornano il grande stupa - alla base dello stupa le ruote delle prghiere |
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gli occhi di Buddha (rappresentano la conoscenza e la compassione)
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La parte terminale dello stupa è costituito da una base quadrata sormontata da 13 livelli che rappresentano gli stadi di elevazione per raggiungere il
nirvana e, in cima, un grande ombrello dorato.
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bandiere con preghiere tibetane |
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tempio buddista |
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la grande ruota delle preghiere del tempio buddista |
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interno del tempio |
Lasciamo questo splendido luogo che ci ha dato forti emozioni per raggiungere
Bhaktapur. Anche in questa città, di 80.000 abitanti, ci limitiamo a visitare la parte più significativa: Durbar Square e aree limitrofe. Come nel resto del paese il terremoto del 2015 ha causato vittime e danni notevoli al patrimonio artistico che, anche se con varie difficoltà (carenza di finanziamenti e di manodopera specializzata), viene recuperato.
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la porta di accesso a Durbar Square (Lion gate palace) |
Varchiamo la porta di accesso alla piazza. Qui si stà lavorando con impegno al recupero degli edifici crollati e, come negli altri siti visitati, ci ritroviamo nel bel mezzo di un vasto cantiere ma, nonostante ciò, i nepalesi hanno ripreso pienamente le loro attività lasciandosi alle spalle il dolore per le vittime e per i danni a splendidi edifici testimonianza della loro millenaria cultura.
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Durbar Square e il tempio Badrinath |
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Durbar Square |
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Statua del re Bhupatindra Malla |
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palazzo delle 55 finestre (1750) |
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la porta d'oro (accesso al palazzo delle 55 finestre) |
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ingresso del palazzo dei leoni sede del museo nazionale d'arte |
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piazza Taumdhi |
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Il tempio di Nyatapola dedicato alla dea Siddha Laxmi |
Il tempio fu eretto dal re nepalese Bhupatindra Malla nel 1702. Il tempio è dedicato a Siddha Laxmi, la dea indù della prosperità.
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oggi sposi |
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sulla destra l'edificio Pujari Math che ospita il museo dell'intaglio del legno. |
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la finestra del pavone nell'edificio Pujari Math |
Ci avventuriamo nelle stradine vicine e qui si svolge la vita più autentica, con i più svariati mestieri che si svolgono all'aperto.
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una cena nepalese al "Krishnarpan restaurant" |
07/03/2019 - Kathmandu, Kirtipur

Attraversiamo la città fino a raggiungere una collina densa di costruzioni, siamo in vista di
kirtipur. Oggi è una propaggine di katmandu ma preserva ancora una sua identità. Il centro della cittadina è precluso ai mezzi per cui il nostro taxi ci lascia ai limiti dell'area pedonale difronte al piccolo ufficio turistico ove ci procuriamo il biglietto d'ingresso al centro storico, un modesto contributo alla sua ricostruzione.
Percorriamo qualche centinaio di metri verso il centro caratterizzato da una grande vasca. Sulla destra, un piccolo ingresso si apre in un ampio cortile, varchiamo la soglia e ci ritroviamo in un ampio cortile. E' un complesso comprendente il tempio di Bagh Bhairab Mandir, santuari più piccoli e varie sculture.
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fonte - http://kathmandu-valley-temples.com/ktmvalley |
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5 - tempio di Bagh Bhairab Mandir dedicato al dio Bhairab incarnato in una tigre |
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6 - Hyphadyo (altare) |
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ingresso al tempio con a guardia le due tigri |
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17 - tempio di Shiva |
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kathmandu visto dal cortile del tempio |
All'uscita dal complesso di Bagh Bhairab Mandir continuiamo lungo la strada principale quindi facciamo una piccola deviazione sulla destra per raggiungere il tempio di Umamahesvar dedicato a Shiva e Parvati. Si attraversa un portale in pietra ed ecco, in posizione elevata, il nostro tempio.
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tempio di Umamahesvar |
Ritorniamo indietro percorrendo le strette stradine del villaggio fino a raggiungere il centro, punto di partenza della nostra escursione.
Di fronte al complesso di
Bagh Bhairab Mandir un tempio con a guardia 2 coppie di leoni e grifoni ci introduce alla piazza occupata quasi interamente dalla grande vasca rettangolare.
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particolare di una finestra in legno |
Proseguiamo il nostro cammino e raggiungiamo il piccolo tempio indu di Lohan Dega, anche questo in fase ri recupero. Più avanti ecco lo stupa Cheilamchu circondato da quattro stupa più piccoli e varie sculture.
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stupa di Cheilamchu - foto tratta da internet |
Lasciamo kirtipur per raggiungere il nostro hotel. Il nostro soggiorno in Nepal è terminato e tra poche ore un aereo ci riporterà in Italia.
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